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UNA STORIA

di Anna Foglietta — Italia, 2026, 107 min.

Con Alba Rohrwacher, Guido Caprino, Caterina Casini, e con Elio De Capitani.

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Trama

Erika e Mauro vivono in provincia, dentro una quotidianità semplice fatta di abitudini rassicuranti e piccoli gesti. Quando la figlia Irene parte per studiare in un’altra città, la casa si svuota e l’equilibrio su cui la coppia ha costruito la propria esistenza sembra incrinarsi. Erika, che ha sempre abitato il mondo attraverso la cura degli altri, si scopre improvvisamente senza direzione. Mauro, cresciuto nel rigore emotivo di un padre autoritario, tenta a suo modo di reagire riempiendo il vuoto, ma finisce per confrontarsi con una fragilità mai confessata. Nel tempo sospeso che segue riaffiorano ferite lontane e desideri dimenticati. Sarà proprio questa crisi intima e profonda a spingerli a guardarsi davvero e a capire se e come possono trasformare se stessi e di conseguenza il loro amore.

Recensione

COMMENTO DELLA REGISTA

«Desideravo realizzare un film di relazione, in cui la vera protagonista fosse l’anima. Un film costruito sull’attesa, sui movimenti minimi e sui rituali quotidiani. Attraverso le crepe interiori dei personaggi volevo far emergere verità e inquietudini silenziose che spesso scegliamo di non nominare, fino a una domanda centrale: sappiamo ancora desiderare? La macchina da presa è diventata uno strumento di ascolto più che di rappresentazione, sostando sui volti e lasciando agli sguardi il compito di raccontare ciò che le parole non riuscivano a dire. Le inquadrature statiche e prive di tagli interni nascono dalla necessità di abitare il tempo emotivo dei personaggi senza imporre risposte. Anche i primi piani non sono mai del tutto centrati: tra noi e loro si frappone un filtro, un velo che rende la loro natura solo parzialmente afferrabile. Ho ricercato insieme agli attori una nudità interiore fragile e dirompente, fondamentale per la storia, perché senza la loro vulnerabilità il cuore del film non avrebbe battuto. È stato un atto d’amore e una richiesta di fiducia. L’ascolto fra tutti sul set, dagli attori ai reparti e alla troupe, ha contribuito a rendere ogni elemento del film unico, coerente e preciso. Ma è stata proprio questa chiarezza del percorso ad accogliere l’imprevisto: è come se il film, nella sua preziosa imprevedibilità, si fosse rivelato davvero.» (Anna Foglietta)