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Uno spettacolo appassionato, commovente, divertente, imperdibile per la sua forte carica emotiva e sociale.

QUALCUNO VOLO' SUL NIDO DEL CUCULO

di Miloš Forman — USA, 1975, 129 min

Con Jack Nicholson, Louise Fletcher, William Redfield, Brad Dourif, Sydney Lassick, Christopher Lloyd, Danny DeVito..

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Trama

Qualcuno volò sul nido del cuculo è il romanzo che Ken Kesey pubblicò nel 1962 dopo aver lavorato come volontario in un ospedale psichiatrico californiano; racconta, attraverso gli occhi di Randle McMurphy – uno sfacciato delinquente che si finge matto per sfuggire alla galera – la vita dei pazienti di manicomio statunitense e il trattamento coercitivo che viene loro riservato.

Forman e Nicholson condividevano l’interesse per le cerimonie, i crolli psichici, i sistemi di coercizione e gli atti di disobbedienza civile. Cos’altro è One Flew Over the Cuckoo’s Nest se non la visione di un paese come un gigantesco manicomio? L’apostolo della libertà Randle Patrick McMurphy è quantomeno più sano del sistema. Per questo va annientato, altrimenti il sistema non sarebbe degno della propria reputazione. Le osservazioni del regista e dell’attore sul contrasto – o sul labile confine – tra sanità e follia non sono mai banali. Né ricadono nel registro puramente cupo privilegiato dai film ambientati in ospedali psichiatrici. Nicholson dà sempre il meglio come attore quando viene contrapposto a un personaggio ‘normale’ forte, in questo caso l’infermiera Ratched, suprema nella sua inespressività, capace di affrontare le situazioni più sconvolgenti senza nemmeno riconoscere l’esistenza dell’individuo (o la sua dignità).

Recensione

Con L’ultima corvé (1973) Jack Nicholson aveva ormai mostrato cosa fosse in grado di fare una star della controcultura nel Nuovo cinema americano. One Flew Over the Cuckoo’s Nest di Miloš Forman rappresentava una versione incellofanata di queste intuizioni. Ma resta un film straordinario. In un paese nordico affetto da follia latente divenne il film più visto degli anni Settanta. Si tratta di un’opera autenticamente ribelle che infrange i confini tra commedia e tragedia. L’interpretazione anarchica di Nicholson nel ruolo del protagonista è inseparabile dal fantastico cast corale.