di Anders Thomas Jensen — Danimarca, 2025, 116 min
Con Nikolaj Lie Kaas, Mads Mikkelsen, Sofie Gråbøl, Søren Malling, Bodil Jørgensen..
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Trama
Anker viene rilasciato dal carcere dopo una condanna a quindici anni per rapina. A seppellire il bottino era stato Manfred, suo fratello. Solo lui sa dove si trova. Purtroppo Manfred ha sviluppato un disturbo mentale che gli ha fatto dimenticare tutto. I fratelli intraprendono un inatteso viaggio alla scoperta del denaro – e di sé stessi. Mio fratello è un Vichingo è una storia divertente, affascinante e provocatoria sull’identità.
Recensione
Mio fratello è un Vichingo è una favola nera sull’identità, raccontata con toni comici. Il film esplora il potere dello sguardo altrui nel plasmare la nostra identità, coltivando la speranza, nonostante le difficoltà, di riuscire a scoprire noi stessi. Al centro di tutto c’è l’essere chi si vuole essere davvero. Il film dimostra che le persone non sono mai una sola cosa e incoraggia una prospettiva più olistica, intrinsecamente meno critica e più comprensiva. Se sappiamo di non essere una cosa sola, non ci offenderemo facilmente né prenderemo le cose troppo sul serio.