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alla scoperta del piacere del cinema

Varda by Agnès

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Trama

Una voce unica nel coro nouvelle vague, prima regista donna a ricevere un Oscar alla carriera. Nata fotografa, Agnès Varda per oltre settant’anni ha girato film con lo stesso contagioso piacere, senza distinzioni tra generi, formati, durate, fiction o documentario. Un cinema in prima persona, singolare, fatto di luoghi, strade, attese, lo sguardo che si fa all’occorrenza femminista e sociale, senza perdere in libertà poetica. Una grande signora del cinema che negli anni ha portato sullo schermo i volti, le vite, i pensieri di tante altre donne, sempre ascoltando la loro "voce" e la propria volontà di autrice, senza cedimenti a nessun vincolo esterno. Vi proponiamo tre appuntamenti:


mercoledì 9 giugno ore 18.30-21.15

VARDA BY AGNÈS

(Varda par Agnès, Francia/2019) di Agnès Varda (115') 

“Nel 1994, in coincidenza con una retrospettiva alla Cinémathèque française, ho pubblicato un libro intitolato Varda par Agnès. Venticinque anni dopo, lo stesso titolo viene dato al mio film fatto di immagini in movimento e di parole. Il progetto è lo stesso: fornire le chiavi della mia opera.[…] Potremmo chiamarla ‘lezione magistrale’, ma non mi sento una maestra e non ho mai insegnato. Non mi piace l’idea. Non volevo farne una cosa noiosa. Così si svolge in un teatro pieno di gente, o in un giardino, e cerco di essere me stessa e di trasmettere l’energia o l’intenzione o il sentimento che voglio condividere. È quello che chiamo ‘cinescrittura’, in cui le scelte partecipano a qualcosa che si chiama ‘stile’”. (Agnès Varda)




mercoledì 16 giugno ore 18.30 -21.15

DAGUERRÉOTYPES

(Francia-RFT/1976) di Agnès Varda (80').

Agnès, insieme alla figlia Rosalie, esce in strada e filma. La strada è Rue Daguerre, nel 14° arrondissement, dove ha abitato per cinquant'anni. La sua cinepresa interroga le vite di bottega, i negozianti della via, cerca e trova la concreta poesia delle baguettes croccanti, delle bistecche fresche di taglio, delle stoffe cucite a mano. Intanto ascolta storie, che sono talora storie di migrazioni, di gente che ha cercato e trovato un posto nel mondo. Sì, se ci aspettiamo il fascino di una Parigi che non c'è più, l'attesa è ripagata. Senza dimenticare che questo è "uno dei grandi documentari moderni, che ha fondato un nuovo genere, l'antropologia dell'affetto" (Richard Brody, “The New Yorker”).


a seguire: 

SALUT LES CUBAINS

(Francia-Cuba/1963) di Agnès Varda (30').

Documentario, fotografia, temi politici e sociali, la donna, il ricordo. Salut le cubainsè un dinamico e gioioso montaggio a ritmo di cha-cha-cha di foto scattate all'indomani della rivoluzione castrista. Commento di Michel Piccoli. 



Mercoledì 23 giugno ore 18.30-21.15

CLÉO DALLE 5 ALLE 7

(Cléo de cinq à sept, Francia/1962) di Agnès Varda (85') Due ore di tempo (quasi) reale per conoscere Cléo, graziosa, capricciosa, narcisista chanteuse parigina, una convinta che "essere brutte è come essere morte". Alla vera mortalità la confronta l'attesa di un responso radiologico, mentre una Parigi-verité le scorre intorno. Risposta matura, e femminile, ai tanti ritratti di donna godardiana.


A seguire: 

RÉPONSE DE FEMMES

(Francia/1975) di Agnès Varda (8').

Antenne 2 chiede a sette registe di rispondere in sette minuti alla domanda: “Che cos’è una donna?”. Agnès Varda risponde con un ciné-tract: alcune donne discutono di sesso, desiderio, pubblicità e bambini (averne o non averne). Una donna nuda e incinta che danza e ride a squarciagola suscitò allora proteste scritte di alcuni telespettatori.