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All’uscita del supermercato Ti ho incontrato (“il carrello lo porto io”)

TOLO TOLO

di Luca Medici in arte Checco Zalone — Italia, 2019, 90 minuti
Commedia

Con Checco Zalone, Souleymane Sylla, Manda Touré..

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Trama

Non compreso da madre patria, Checco trova accoglienza in Africa. Ma una guerra lo costringerà a far ritorno percorrendo la tortuosa rotta dei migranti. Lui, Tolo Tolo, granello di sale in un mondo di cacao.

Recensione

«Tolo Tolo è il quinto film di Checco che produco ed è il primo che lo vede anche nel ruolo di regista. Si tratta di un debutto dietro la macchina da presa che ho fortemente voluto; ora a film finito, posso dire che non solo non si è trattato di un salto nel vuoto, ma di un passaggio doveroso nella carriera di un artista completo come Checco. È un film che manifesta, oltre al suo inarrivabile talento comico e musicale, anche quelle qualità che in un regista fanno la differenza: la composizione della scena, il lavoro con gli attori, l’attenzione ai dettagli che vedrete nel film lo rendono l’opera di un vero regista. E queste qualità Checco le ha messe in mostra in un progetto molto ambizioso, di estrema complessità sia artistica che produttiva, e che proprio per questo motivo ha avuto una lunghissima gestazione. Checco infatti si è costruito addosso ogni scena, in maniera direi sartoriale, portando questa sua visione dalla pagina scritta al set e poi al montaggio. E quello che ne è uscito è un film al cento per cento suo, con il suo sguardo unico sulla realtà e il suo stile inimitabile di racconto.

È stato un lavoro molto lungo (quasi nove mesi dal primo ciak in Kenya a gennaio all’ultimo a Roma a settembre, con molte pause in mezzo), complesso (molte settimane di riprese in Kenya e nel deserto del Marocco, ma anche a Malta e in tante città italiane, con tantissime comparse), che non sarebbe stato possibile realizzare senza il grande lavoro di tutto il reparto di produzione che merita un grazie per l’impegno e l’energia che ha messo in ogni momento. Ora che il set è chiuso posso dire che valeva la pena aspettare quattro anni per avere un film così, un’opera importante in cui Checco dimostra ancora una volta un talento davvero unico.»

(Pietro Valsecch)