Sabato 4 e Domenica 5 febbraio
ore 16.00-18.00-20.00-22.00
Lunedì, martedì e mercoledì
ore 18.00 - 21.00
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The Iron Lady è un film a colori, drammatico, della durata di 105 minuti, diretto da Phyllida Lloyd e interpretato da Meryl Streep, Jim Broadbent, Olivia Colman, Roger Allam, Susan Brown, Nick Dunning, Iain Glen, Anthony Head. Prodotto in Gran Bretagna nel 2011 è uscito in Italia il 27 gennaio 2012. Distribuito dalla Bim Distribuzione di Valerio De Paolis, in programmazione al cinema mignon in esclusiva assoluta per Mantova.
Il film racconta l'avvincente storia di Margaret Thatcher, una donna che è riuscita a farsi ascoltare in un mondo dominato dagli uomini, abbattendo le barriere di discriminazione sessuale e sociale. È un film sul potere e sul prezzo che il potere esige ed è al tempo stesso il sorprendente ritratto intimo di una donna complessa e straordinaria.
OGNI VITA DEVE LASCIARE UN SEGNO!
Una donna che ha sfidato le convenzioni e ha deciso di cambiare il mondo
Margaret Thatcher, ex Primo Ministro britannico, ormai ottantenne, fa colazione nella sua casa in Chester Square, a Londra. Malgrado suo marito Denis sia morto da diversi anni, la decisione di sgombrare finalmente il suo guardaroba risveglia in lei un'enorme ondata di ricordi. Al punto che, proprio mentre si accinge a dare inizio alla sua giornata, Denis le appare, vero come quando era in vita: leale, amorevole e dispettoso.

«Il piacevole film di Phyllida Lloyd, che lascia l'isola greca di 'Mamma mia!', sceneggiato da Abi Morgan ('Shame') consapevole o no finisce per essere un'agiografia della signora oggi 86enne ritirata ma sempre col suo tè come la signora Miniver. La regista non ha visioni alternative se non la biografia alla Madame Curie corredata di mini gloria quotidiana e cene coi grandi del mondo. Ma 'The Iron Lady' è solo lei, Meryl dei miracoli, tutto il resto passa e va in modo convenzionale. Parallelo alla 'Queen' di Frears con Helen Mirren, ecco un'altra donna cosmico storica, potentissima, che la Streep rende nonna truccata, affabile, precisa nella svagatezza del gesto e nel solco delle rughe, nei movimenti incerti, nella mano ossuta e nella penombra della demenza che rimuove i peccati. Come si fa a non darle l'Oscar?»
(Maurizio Porro, Il Corriere della Sera, 27 gennaio 2012)
DICHIARAZIONI DELLA REGISTA
«Spero che il film entusiasmi anche coloro che non sanno nulla di Margaret Thatcher. Ho desiderato realizzarlo non solo per chi come me ha vissuto tutto quel periodo, ma anche sperando che parli alle generazioni successive, che sanno molto poco di come si è evoluta la Gran Bretagna dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Ma, tutto sommato, è una storia che va al di là dell'aspetto politico. È la storia di una grande vita vissuta e parla dell'importanza di accettare che veniamo a questo mondo soli e allo stesso modo lo lasciamo.»

«L'aspetto più bello della realizzazione di questo film?
Sicuramente l'opportunità di guardare una vita intera, perché nella fase della vita in cui sono io capita di guardarsi alle spalle e di ripensare a tutta la propria storia. A volte è sconvolgente quanto una vita può essere grande e piena di eventi che nel momento in cui li stai vivendo sembrano molto importanti. Poi però ti rendi anche conto che quello che conta davvero è il presente, quello che vivi adesso, nel preciso istante e nel luogo in cui ti trovi a viverlo. E si può argomentare che l'unica cosa importante è vivere intensamente la propria vita nell'esatto momento in cui ci si trova e che è questa la cosa più difficile che esiste al mondo. In fondo è il principio del Buddismo Zen, vivere intensamente il qui e ora, sentirlo,
esserci fino in fondo. Quando siamo giovani, ognuno di noi dichiara quello che non farà mai, ma poi seguiamo tutti lo stesso destino, abbiamo tutti un inizio e una fine. È un'ambizione insolita per un film puntare l'intera narrazione verso quel momento, il momento della fine. Di solito un film tende verso un apogeo, un'aspirazione alta. Qui invece guardiamo un distillato di cosa significa aver vissuto una vita enorme, esagerata, intensissima e vederla poi sprofondare. Insomma, è poesia, non trova?»
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LUNEDI 13 FEBBRAIO 2012





