Il Cinema Mignon di Mantova, accanto alla normale programmazione di film in prima visione, propone rassegne tematiche ed eventi speciali. Si tratta di iniziative particolari realizzate spesso in collaborazione con associazioni, enti, circoli culturali, con speciali modalità di accesso!
Venerdì 17 - piano 17

Venerdì 17 - Piano 17.
La data di un appuntamento, il titolo di un film, la strana coincidenza di un giorno speciale, con ospiti d'eccezione.
Ancora per parlare di cinema, per conoscere da vicino il mondo del cinema, dentro e fuori lo schermo.
Questa volta è un ascensore diretto al piano 17 che si ferma ... al “Mignon”. Dove saranno proprio gli autori, i Manetti Bros, e gli interpreti, Giampaolo Morelli ed Elisabetta Rocchetti, ad introdurre - alle ore 21.15 - la esclusiva proiezione in anteprima.
Esperimento coraggioso, sulla via dell’impegno per cambiare qualcosa, magari risollevare le sorti del cinema italiano, Piano 17 è l’espressione genuina di una grande passione e di una grande amicizia.
Gli stessi ideali che a Mantova, trent'anni fa, hanno coinvolto un gruppo di giovani che volevano vedere cinema impegnandosi in prima persona: intorno ad un piccolo locale si sono stretti per farlo rivivere. Ora come allora, lasciano spazio alla novità, ai nuovi talenti, agli sperimentatori per rendere visibile anche l’invisibile.
Al termine dello spettacolo, autori e interpreti incontreranno il pubblico presente in sala.
Ingresso unico 5 euro. E' possibile prenotare.
Nella foto: Paolo Zelati e Manetti alla presentazione del film.

Che i Fratelli Manetti avessero un grande talento era fuori di dubbio. Dopo l'irrisolto e francamente deludente Zora la vampira, sembrava, però, che la loro stella di golden boys del cinema italiano si fosse appannata e che il loro ambito lavorativo fosse diventato ormai - con successo - la fiction e i videoclip. Fortunatamente Piano 17 arriva per dimostrarci il contrario, rinvigorendo la speranza che i due registi e sceneggiatori possano tornare a pieno titolo nel panorama produttivo nazionale con progetti altrettanto efficaci e sorprendenti. Al di là dei 70.000 Euro di costo, dell'intelligente autofinanziamento distribuito sui vari soggetti partecipanti al film, del premio del pubblico ricevuto a Courmayer, Piano 17 ha altri meriti e di natura decisamente artistica. Da un lato è una commedia che mette in mostra il talento e il carisma di una serie di attori: su tutti Giampaolo Morelli, il 'Clive Owen italiano', un ambiguo Enrico Silvestrin e un intenso e carismatico Massimo Ghini.
Su questi tre personaggi cardine si fonda un film dove tutti recitano al meglio e - soprattutto - dove, finalmente, assistiamo ad una buona regia che sfrutta in pieno le potenzialità di un'ottima sceneggiatura che - per quanto non originale - attraverso un'alchimia aggraziata di humour e azione dà vita ad un noir intrigante limitato, purtroppo, da una fotografia non perfetta e da alcune ridondanze che, forse, potevano evitare una serie di finali uno dopo l'altro stile Ritorno del Re. A parte questi dettagli Piano 17 colpisce per il suo sapere approfondire in pieno personaggi interessanti e non banali dando vita a figure esilaranti come quella del simpaticissimo Antonino Iuorio che si lamenta ad alta voce - da napoletano - contro 'la colonia di profughi napoletani' che lo tortura seccandolo di continuo. Nello spirito di questo senso dell'umorismo estremo e politicamente scorretto, va letto anche il divertente cameo di Valerio Mastandrea e quello dei due musicisti Pivio & Aldo De Scalzi che - come ascensoristi - finiscono sgozzati con tanto di spargimento di sangue, nonostante la loro colonna sonora in cui canta anche Barbara D'Eramo sia una delle più straordinarie da loro mai realizzate.
Decisamente una bella sorpresa Piano 17 un film in cui i Fratelli Manetti dimostrano tutte le potenzialità di un talento disciplinato che non potendo spaziare troppo sotto il profilo economico, affronta con diligenza, intelligenza, stile e piglio deciso una narrazione claustrofobica, ma intensa, profondamente imbevuta di elementi e simboli della cultura giovanile, trasformando questa avventura noir in un piccolo noir dal tono romanzesco e criminale. Una sfida vinta per loro, ma anche una speranza in più per noi dove il cinema italiano dimostra di non temere confronti difficili e pericolosi quando talento e umorismo dominano il tono della narrazione.
Manetti incontra il pubblico dopo la proiezione


